Confronto tra il sistema svizzero e quello europeo per il riciclaggio dei RAEE

La Svizzera non fa parte dell’Unione Europea e, nonostante le forti analogie con il quadro normativo europeo, dispone di un proprio sistema giuridico, istituzionale e tecnico per lo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Questo quadro specifico ha indotto la Svizzera a sviluppare requisiti tecnici e una propria metodologia per gli audit, nonché per l’esecuzione e la valutazione degli esperimenti in batch. Alcune scelte metodologiche influenzano le quote di riciclaggio calcolate e pubblicate, che non sono quindi direttamente comparabili con quelle europee.

16.06.2026

Contesto

Sebbene la legislazione ambientale svizzera si ispiri in larga misura al diritto europeo e le pratiche aziendali siano simili, la Svizzera dispone di un proprio quadro giuridico, istituzionale e tecnico per lo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Queste peculiarità hanno un impatto diretto sull’organizzazione del riciclaggio, sui requisiti richiesti agli operatori della filiera del riciclaggio e, di conseguenza, anche sulle quote di riciclaggio calcolate e pubblicate.

Come nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea (UE), il riciclaggio dei RAEE è finanziato dai produttori e dagli importatori. La forma giuridica e istituzionale di questo finanziamento varia tuttavia in modo significativo tra la Svizzera e gli Stati membri dell’UE, il che influisce sulle modalità con cui i requisiti vengono definiti, monitorati e attuati.

Organizzazione del sistema europeo e base giuridica

Nell’Unione Europea, la direttiva RAEE (2012/19/UE) costituisce la base giuridica fondamentale per lo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Questa impone agli Stati membri di introdurre un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR), in base al quale i produttori e gli importatori devono finanziare la raccolta, il trattamento e il riciclaggio dei RAEE. Questo principio è simile a quello applicato in Svizzera per flussi di materiali quali il vetro o le batterie, per i quali il ritiro e il finanziamento del riciclaggio sono prescritti dalla legge e seguiti dalle autorità statali. Tale obbligo viene recepito nel diritto nazionale degli Stati membri. Nella maggior parte dei Paesi, l’attuazione operativa è affidata a sistemi di raccolta riconosciuti o autorizzati dalle autorità, che si occupano della gestione dei flussi di materiali e del sostegno finanziario al riciclaggio. Le modalità pratiche variano tuttavia da Paese a Paese; in particolare, i i riciclatori non vengono sempre retribuiti direttamente dai sistemi di raccolta.

Organizzazione del sistema svizzero e base giuridica

In Svizzera, l’Ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE),  costituisce la base giuridica fondamentale per lo smaltimento dei RAEE. L’ORSAE stabilisce i principi generali per un ritiro, un trattamento e uno smaltimento rispettosi dell’ambiente e affronta espressamente la questione del finanziamento, prevedendo la possibilità di meccanismi di pagamento anticipato. In questo contesto, il riciclaggio dei RAEE è gestito dai sistemi di raccolta “SENS eRecycling” e “Swico Recycling”, che costituiscono organizzazioni private senza scopo di lucro. Il finanziamento si basa su un contributo anticipato per il riciclaggio, a carico delle consumatrici e dei consumatori e versato dai produttori e dagli importatori ai sistemi di raccolta, i cui costi vengono solitamente trasferiti alle consumatrici e ai consumatori al momento della vendita tramite i rivenditori. Questo contributo non è un onere imposto direttamente dalla legge, ma viene applicato dai sistemi nell’ambito di un accordo contrattuale.

I requisiti tecnici, organizzativi e ambientali per le aziende di riciclaggio sono stabiliti nei contratti tra i sistemi e le aziende di riciclaggio stesse, nonché nelle direttive tecniche dei sistemi. La conformità viene verificata da organismi indipendenti di valutazione della conformità, ovvero dalle/dagli auditrici e auditori incaricati dalla Commissione Tecnica di SENS eRecycling e Swico Recycling.

Differenze istituzionali tra la Svizzera e l’Unione Europea

La differenza principale tra il sistema svizzero e quelle europeorisiede nella loro base istituzionale. Nell’UE, gli obiettivi relativi alla raccolta, al riciclaggio e alla valorizzazione sono sanciti dalla legislazione e sono soggetti a un controllo normativo a livello nazionale. In Svizzera, il sistema si basa su una combinazione di una base giuridica con fondamenti (ORSAE), un aiuto all’esecuzione con indicazioni interpretative e requisiti contrattuali stabiliti dai sistemi.

L’aiuto all’esecuzione relativo all’ORSAE precisa l’interpretazione che le autorità e gli operatori del settore sono tenuti a seguire. Non ha valore legislativo, ma costituisce uno strumento riconosciuto per garantire un’applicazione uniforme dell’ordinanza da parte dei Cantoni e dei soggetti interessati. La gestione dettagliata delle prestazioni di riciclaggio e il controllo tecnico ricadono in gran parte sotto la responsabilità dei sistemi di riciclaggio SENS eRecycling e Swico Recycling, mentre i Cantoni sono competenti principalmente per gli aspetti ambientali generali, quali gli impianti, le emissioni, lo stoccaggio e i rifiuti pericolosi.

Base tecnica europea

Dal punto di vista tecnico, il trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) in Europa si basa oggi sulla serie di norme CENELEC EN 50625. I requisiti tecnici e organizzativi applicabili agli impianti di riciclaggio erano precedentemente basati sullo «Standard WEEELABEX for Treatment» e sono stati sostituiti dalla serie di norme EN 50625 al momento della sua pubblicazione.

A livello dell'Unione europea, la direttiva RAEE non prescrive un unico sistema di audit tecnico o di certificazione per gli impianti di riciclaggio. Il principale sistema di certificazione applicato in Europa è WEEELABEX. L'applicazione delle norme EN 50625 e dei sistemi di audit derivati da WEEELABEX dipende dalla legislazione nazionale e dai requisiti specifici dei rispettivi sistemi di ritiro1.

Basi tecniche svizzere

In Svizzera, anche i contratti con SENS eRecycling e Swico Recycling fanno riferimento alle norme EN 50625. Queste sono tuttavia integrate dalle Direttive Tecniche di SENS e Swico relative alla serie di norme SN EN 50625 (prescrizioni tecniche complementari, eTV), che precisano e inaspriscono determinati requisiti.

Gli audit sono organizzati da auditrici e auditori  indipendenti incaricate/i dai sistemi di raccolta SENS eRecycling e Swico Recycling. Questi controlli costituiscono, un requisito indispensabile per l’erogazione dei contributi finanziari alle imprese di riciclaggio. La metodologia di audit si basa sul sistema europeo, ma i protocolli di audit sono specifici per la Svizzera e non rientrano in uno schema di accreditamento armonizzato a livello europeo.

Requisiti tecnici aggiuntivi in Svizzera

Tra le principali differenze introdotte o precisate nelle direttive tecniche svizzere figurano:

  • Valore indicativo per le quote di riciclaggio e valorizzazione: le quote svizzere sono definite come valori indicativi e non come valori limite rigidi. La valutazione di un esperimento in batch non riguarda solo il raggiungimento della quota di riciclaggio, ma anche la qualità della valorizzazione e l’analisi delle perdite di materiali riciclabili.
  • Considerazione delle sostanze inquinanti: le parti in massa dei policlorobifenili (PCB) ed eventualmente di altre sostanze inquinanti presenti nelle frazioni di partenza vengono rapportate alla massa totale in entrata. La valutazione non si limita quindi alla conformità di determinate frazioni, ma esamina l’intero carico inquinante generato durante il trattamento, al fine di valutare l’efficacia della pulizia e della separazione.
  • Requisiti specifici per determinate categorie di dispositivi: per determinate categorie vengono stabiliti requisiti specifici, in particolare per le lampadine, per le quali le direttive tecniche svizzere indicano valori limite quantificati per il mercurio nelle frazioni di vetro e metallo, mentre le norme CENELEC si concentrano principalmente sui requisiti relativi alla rimozione delle sostanze nocive e ai processi.
  • Per determinate categorie vigono requisiti specifici, in particolare per le lampadine, per le quali le direttive tecniche svizzere prescrivono valori limite più rigorosi per il mercurio nelle frazioni di vetro e metallo.

Requisiti aggiuntivi in materia di tracciabilità in Svizzera

Inoltre, la Svizzera si contraddistingue per i suoi elevati requisiti in materia di tracciabilità e di notifica dei flussi di materiali. Come nell’UE, gli esperimenti in batch vengono inseriti nel software europeo RepTool. A differenza della maggior parte dei Paesi europei, dove RepTool viene utilizzato anche per i flussi annuali di materiali, i riciclatori svizzeri segnalano invece tutti i loro flussi nel software nazionale WEEE flow.

Questo software consente di registrare in modo dettagliato i flussi di materiali in entrata e in uscita, nonché le giacenze di magazzino. I dati vengono consolidati tra le imprese: un flusso in uscita da un operatore deve corrispondere a un flusso in entrata presso il successivo. A livello europeo, di norma non viene richiesto un tale livello di dettaglio e coerenza.

Obiettivi relativi alle quote di riciclaggio e valorizzazione

In Svizzera, gli obiettivi e le quote di riciclaggio stabiliti dall’ORSAE non sono di per sé direttamente vincolanti. Tali requisiti sono specificati nell’aiuto all’esecuzione dell’ORSAE e concretizzati per le aziende di riciclaggio affiliate attraverso le direttive tecniche e i requisiti contrattuali di SENS eRecycling e Swico Recycling. Nell’Unione Europea, le quote di riciclaggio e di valorizzazione sono stabilite direttamente dalla direttiva RAEE e recepite nella legislazione nazionale.

Chart Fallback Image
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Differenze nella metodologia di calcolo delle quote di riciclaggio

La valutazione delle quote di riciclaggio e di valorizzazione avviene tramite esperimenti in batch. Tra la Svizzera e l’UE esistono differenze metodologiche nell’esecuzione degli esperimenti in batch e nell’interpretazione dei risultati. In Svizzera, alcune tecnologie di trattamento non vengono classificate come riciclaggio se non consentono il riciclaggio dei materiali in senso stretto o se i dati sono incompleti. Ciò vale in particolare per determinati impieghi di materiali inerti, come il vetro o il calcestruzzo, nella costruzione di discariche oppure per i metalli recuperati dalle scorie dopo l’incenerimento. Sebbene sia possibile estrarre metalli dal trattamento delle scorie, l’efficienza di tale recupero è limitata, in particolare per quanto riguarda le frazioni fini dei residui di frantumazione, e varia a seconda dell’impianto e della tecnologia impiegata.

In diversi Paesi europei, tecnologie simili possono essere considerate come riciclaggio, il che porta a tassi di riciclaggio più elevati sulla carta, senza che la reale performance ambientale cambi necessariamente. Inoltre, la Svizzera attribuisce particolare importanza al controllo delle sostanze pericolose, il che talvolta va a discapito di una quota massima di riciclaggio.

L’approccio svizzero mira a riflettere in modo più accurato la realtà tecnica dei processi ed evitare una sovrastima delle prestazioni di riciclaggio. A causa di queste differenze metodologiche, le quote di riciclaggio della Svizzera e dell’UE non sono direttamente comparabili.

Differenze nel contesto e nelle pratiche di riciclaggio

Infine, anche le differenze di contesto contribuiscono alle discrepanze osservate. La percentuale di metallo nei dispositivi diminuisce nel corso degli anni. Alla luce dell’elevato tenore di vita, i RAEE immessi sul mercato in Svizzera sono spesso più recenti e contengono meno metalli rispetto a quanto avviene in alcuni Paesi europei.

In alcune categorie, in particolare per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, il riciclaggio della plastica in Svizzera è attualmente meno sviluppato. In futuro i requisiti potrebbero essere inaspriti, a condizione che siano disponibili soluzioni di riciclaggio economicamente ed ecologicamente sostenibili.

Questi due fattori possono contribuire a spiegare le quote di riciclaggio più basse osservate in Svizzera rispetto ad alcuni Paesi europei, in particolare per quanto riguarda gli elettrodomestici che rientrano nel sistema di riciclaggio di SENS eRecycling.

Scambi tra la Svizzera e l’Europa

Il sistema svizzero di riciclaggio RAEE si contraddistingue per un’organizzazione adeguata alle dimensioni del Paese e per un numero limitato di operatori, che facilita il coordinamento tra i sistemi, le commissioni tecniche, le imprese di riciclaggio e le autorità. Questa configurazione favorisce uno sviluppo graduale e relativamente rapido dei requisiti tecnici e metodologici.

A differenza del quadro europeo, la cui attuazione rimane eterogenea tra gli Stati membri e persino all’interno di alcuni Paesi a seconda della regione e/o del sistema di ritiro, il sistema svizzero si contraddistingue per un’applicazione omogenea dei requisiti tecnici e dei metodi su tutto il territorio nazionale. Inoltre, i sistemi svizzeri attribuiscono particolare importanza alla qualità dei percorsi di trattamento e al controllo delle sostanze pericolose, al di là del semplice raggiungimento di indicatori quantificati, il che può portare a diverse valutazioni metodologiche, senza tuttavia mettere in discussione la prestazione ambientale complessiva.

Questo approccio nazionale è tuttavia integrato in uno stretto scambio con gli operatori europei. SENS eRecycling e Swico Recycling sono membri del Forum RAEE e partecipano attivamente allo scambio di buone pratiche, in particolare per quanto riguarda la metodologia degli esperimenti in batch. I rappresentanti dei sistemi svizzeri partecipano anche ai gruppi di lavoro europei incaricati dell’ulteriore sviluppo delle norme CENELEC.

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