Riciclaggio dei moduli fotovoltaici in Svizzera: andamento dei flussi e integrazione di un nuovo partner con un processo di pirolisi
Il numero di moduli fotovoltaici raccolti e trattati in Svizzera sta aumentando rapidamente. Dal 2013 la raccolta e il trattamento sono gestiti a livello operativo da una partnership tra SENS eRecycling e Swissolar. Dal 2025, il sistema si è arricchito di un nuovo impianto di riciclaggio associato, il cui processo innovativo prevede una fase di pirolisi, che consente un recupero di alta qualità dei materiali.
Quantità in forte crescita dal 2015
Dall’inizio della rilevazione statistica, la quantità di moduli fotovoltaici raccolti e trattati in Svizzera è aumentata notevolmente, passando da circa 100 tonnellate nel 2015 a 500 tonnellate nel 2021, per poi raggiungere 1700 tonnellate nel 2025. Il 2022 rappresenta un’anomalia isolata, caratterizzata da un volume eccezionalmente elevato dovuto ai danni causati dalla grandine nel 2021, a cui ha fatto seguito una correzione al ribasso nel 2023. Al netto di questo effetto episodico, la tendenza di fondo è chiaramente al rialzo.
Prospettive di crescita strutturale
A più lungo termine, si prevede un forte aumento dei flussi di moduli fotovoltaici usati, anche senza un’ulteriore espansione del parco, a causa dell’invecchiamento del parco esistente. In Svizzera, la potenza fotovoltaica cumulativa installata è passata da circa 10–20 MW all’inizio degli anni 20001 a oltre 8’000 MW alla fine del 20242. L’andamento della potenza installata é quindi un indicatore del volume di moduli messi in servizio. Indica anche la quantità di moduli che oggi e nei prossimi anni raggiungeranno il fine vita oggi e nei prossimi anni, quindi saranno destinati al riciclaggio. Questo avviene con un sfasamento di circa 25 anni, corrispondente alla durata di vita tipica degli impianti. Questa crescita della potenza installata, aumentata di diverse centinaia di unità in poco più di due decenni,implica che nei prossimi anni il volume di moduli da riciclare sia molto più alto di oggi. Se la tendenza allo sviluppo del solare dovesse continuare, questi flussi aumenteranno ancora.
Sistema di raccolta e riciclaggio organizzato tramite SENS eRecycling e Swissolar
In Svizzera, il ritiro dei moduli fotovoltaici è un obbligo di legge solo a partire dalla revisione del 2021 dell’Ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE). Infatti, è stato solo in occasione di tale revisione che il campo di applicazione dell’ORSAE è stato esteso per includere i moduli fotovoltaici. Tuttavia, già dal 2013 SENS eRecycling ha messo in atto, in collaborazione con Swissolar, una soluzione settoriale volontaria per la raccolta e il riciclaggio dei moduli fotovoltaici a livello nazionale, nell’ottica di una gestione previdente e armonizzata di questi flussi.
Per i partner di SENS eRecycling, il sistema è finanziato tramite un contributo di riciclaggio anticipato (CRA). Questo contributo è compreso nel prezzo di vendita dei moduli, secondo un principio analogo a quello applicato alle altre categorie di apparecchi gestite da SENS eRecycling. L’importo di questo contributo è pari a 4 centesimi per chilogrammo di pannello, ovvero circa CHF 0.80.– per un pannello da 20 chilogrammi. Le società incaricate del riciclaggio devono soddisfare specifici requisiti tecnici, in particolare quelli definiti nella norma CENELEC EN 50625-2-4 relativa al trattamento dei moduli fotovoltaici.
Organizzazione pratica della raccolta
Quando un impianto fotovoltaico giunge al termine del suo ciclo di vita, viene smontato da un installatore specializzato; i moduli vengono quindi ritirati in loco e trasportati presso un’impresa di riciclaggio riconosciuta dal sistema SENS eRecycling oppure, per piccole quantità, consegnati a un centro di raccolta. L’intera filiera si inserisce nell’organizzazione esistente di SENS eRecycling, con gli stessi requisiti di tracciabilità e controllo previsti per le altre categorie di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, in particolare attraverso audit periodici, la segnalazione dei flussi in WEEE Flow e la registrazione degli esperimenti in batch in RepTool. Questa organizzazione garantisce una copertura nazionale e un livello di controllo equivalente fino alla fase finale del trattamento.
Composizione dei moduli fotovoltaici e obiettivi di riciclaggio
I moduli fotovoltaici sono costituiti principalmente da vetro, da un telaio in alluminio, da materiali polimerici utilizzati per l’incapsulamento e la protezione delle celle, da celle in silicio che assicurano la conversione dell’energia solare in elettricità, da rame per la conduzione elettrica, nonché da altri metalli in quantità minori, in particolare argento, utilizzato per la metallizzazione delle celle fotovoltaiche. Gli obiettivi di trattamento applicabili ai moduli fotovoltaici prevedono un tasso di riciclaggio minimo dell’80 % e un tasso di recupero minimo dell’85 %.
Filiere di riciclaggio del sistema svizzero
Ad oggi, il sistema svizzero di riciclaggio dei moduli fotovoltaici si avvale di due aziende specializzate nel settore: KWB Planreal AG, partner di lunga data, e ROSI Alpes SA, che ha aderito al sistema nel 2025. L’integrazione di questo secondo partner ha permesso di potenziare la capacità di trattamento e di sostenere la crescita dei volumi.
Entrambe le aziende offrono servizi di raccolta e cernita in Svizzera, mentre il trattamento finale viene effettuato in impianti situati in Germania e in Francia. Il processo messo in atto da ROSI Alpes SA prevede una fase di pirolisi.
Uno sguardo sul processo di trattamento con fase di pirolisi
Il trattamento presso ROSI Alpes SA a Saint-Honoré, nei pressi di Grenoble, in Francia, prevede diverse fasi. Inizialmente, i moduli vengono sottoposti a un trattamento preliminare semi-meccanico, che comprende la rimozione del telaio in alluminio e l’estrazione dei cavi e delle scatole di derivazione. Questi componenti vengono poi conferiti ai tradizionali canali di riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
La seconda fase costituisce la specificità del processo ROSI: una pirolisi in forno continuo, volta a eliminare la frazione organica dei moduli, costituita principalmente dalle materie plastiche di incapsulamento. Questi materiali non possono più essere riciclati come materia prima, ma vengono valorizzati dal punto di vista energetico. L’energia prodotta viene utilizzata per il funzionamento del processo e per il riscaldamento del sito industriale. Questa fase di pirolisi consente una buona separazione delle diverse frazioni che compongono i pannelli.
In una terza fase, alcuni processi meccanici di separazione, simili a quelli utilizzati per altri RAEE, consentono di isolare il vetro, i fili di rame e le celle fotovoltaiche. Infine, un trattamento chimico delle celle fotovoltaiche, seguito da fasi meccaniche, consente di separare l’alluminio residuo e, quindi, di dissociare il silicio e l’argento. Il silicio recuperato presenta un grado di purezza elevato, aprendo nuove prospettive di impiego nell’industria solare o dei semiconduttori, mentre l’argento viene valorizzato in settori industriali specializzati.